Rassegna IAEdizione n. 2 · 09/10/2026 · La redazione
Società e psicologia · Articolo · 12 min di lettura

Nel campo profughi di Kakuma si addestra l'IA per tre dollari al giorno. E ora anche quel lavoro sparisce

Il Guardian tra i rifugiati che etichettano dati per le aziende tecnologiche: paghe sempre più basse, «ricompense» al posto dei salari, e un'intelligenza artificiale che si mangia i compiti da cui era nata.

Fonte
The Guardian
Autore
Claire Wilmot
Pubblicato
08/10/2026
Lingua
inglese
Accesso
Lettura libera

Kakuma, nel nord del Kenya, è uno dei campi profughi più grandi del mondo: più di trecentomila persone, in un territorio arido dove non si coltiva nulla, quasi tutte dipendenti dagli aiuti. Dal 2016 un’organizzazione locale insegna ai rifugiati i mestieri digitali, con l’idea che il lavoro a distanza per le aziende tecnologiche sia una via d’uscita. Claire Wilmot ha intervistato più di venti di loro.

La promessa era semplice e sostenuta anche dalle agenzie delle Nazioni Unite: le aziende ottengono manodopera a basso costo per etichettare dati e moderare contenuti, i rifugiati ottengono un reddito. Il reportage mostra che ha funzionato per una parte sola. Pochi, con competenze alte, lavorano come sviluppatori a contatto diretto con i clienti. La maggioranza ha fatto microlavoro per committenti anonimi: etichettare immagini, trascrivere, tradurre, per tre-sei dollari al giorno, finché le piattaforme non hanno chiuso. Alcuni hanno dovuto classificare immagini di armi, ferite e pornografia, e tra chi fuggiva da una guerra c’è chi ne porta i sintomi.

Ora anche questo lavoro svanisce. Un’agenzia dell’ONU e dell’Organizzazione mondiale del commercio stima che i compiti di trascrizione, inserimento dati, traduzione e ricerca in rete siano calati di circa la metà dal 2022, da quando strumenti come ChatGPT fanno le stesse cose. Quello che resta è ancora più opaco: una piattaforma britannica offre «ricompense discrezionali» fino a cinquecento dollari, divise tra un numero imprecisato di partecipanti, senza salario garantito e senza spiegare i criteri. L’azienda risponde che la struttura dei premi è comunicata in anticipo e che la riservatezza la chiedono i clienti.

Perché conta

Chi in Italia compra servizi di IA sta comprando anche questa catena di fornitura, che nessun contratto mostra. E la frase del programmatore sud-sudanese, «non si assumono più giovani alle prime armi», è la stessa che arriva dalle software house americane e dai dati sui laureati: il gradino più basso della scala sparisce ovunque, a Kakuma come a Milano.

«Senior engineers are not hiring interns or junior roles.»

Gli ingegneri esperti non assumono più né stagisti né giovani alle prime armi.Un programmatore sud-sudanese di Kakuma

Scheda scritta dalla redazione il 09/10/2026. È una sintesi originale, non una traduzione: per il testo completo vale solo il link qui sopra.