Banca d'Italia: le innovazioni nell'IA fanno crescere produttività e salari, ma riducono la quota di reddito che va al lavoro
Uno studio misura quanta intelligenza artificiale c'è nei brevetti depositati negli Stati Uniti dal 1980 e ne stima gli effetti sull'economia: più crescita e prezzi più bassi, ricchezza più concentrata.
- Fonte
- Banca d'Italia
- Autore
- Andrea Gazzani, Filippo Natoli
- Pubblicato
- 30/07/2026
- Lingua
- italiano
- Accesso
- Lettura libera
La maggior parte delle stime sull’impatto economico dell’intelligenza artificiale guarda al futuro e si basa su scenari e ipotesi. Questo studio di due economisti della Banca d’Italia, Andrea Gazzani e Filippo Natoli, guarda invece al passato e cerca di misurare che cosa è già successo all’economia ogni volta che l’IA ha fatto un passo avanti.
Per farlo gli autori hanno costruito un indicatore che misura quanta intelligenza artificiale è contenuta nei brevetti depositati negli Stati Uniti dal 1980 in poi, analizzando il contenuto tecnologico dei testi. Hanno poi isolato le variazioni impreviste di questo indicatore, quelle che segnalano un’innovazione arrivata all’improvviso, e le hanno trattate come «shock», cioè come scosse di cui osservare gli effetti sull’economia nei mesi e negli anni successivi. È lo stesso metodo che gli economisti usano, per esempio, per studiare gli effetti di un aumento inatteso del prezzo del petrolio.
Il risultato principale è che le innovazioni nell’IA si comportano come un aumento dell’offerta: fanno crescere la produttività, la produzione, l’occupazione, le ore lavorate e i salari, e fanno scendere i prezzi al consumo. Gli effetti risultano più ampi di quelli stimati con lo stesso metodo per le altre innovazioni digitali e per l’automazione tradizionale, e un indicatore costruito solo sui brevetti di intelligenza artificiale generativa dà risultati dello stesso segno.
Lo studio individua però anche un effetto sulla distribuzione della ricchezza. La diffusione dell’IA riduce la quota del reddito nazionale che va ai lavoratori rispetto a quella che va a chi possiede il capitale, e aumenta la concentrazione della ricchezza. In altre parole, la ricchezza complessiva cresce e crescono anche i salari, ma la parte che spetta a chi vive del proprio lavoro diventa più piccola. Il testo integrale è in inglese, con un riassunto in italiano, e riguarda l’economia degli Stati Uniti, dove i brevetti sono stati depositati.
Perché conta
Lo studio offre una risposta documentata alla domanda se l’IA faccia bene o male all’economia: la fa crescere, e allo stesso tempo sposta una parte della ricchezza dal lavoro al capitale. Per chi in Italia si occupa di salari, contratti e politiche fiscali è un dato importante, anche perché viene dalla banca centrale e non da un centro studi legato a una delle parti in causa.
«Gli shock tecnologici legati all'IA hanno effetti analoghi a quelli di shock positivi di offerta.»
Gazzani e Natoli, dall'abstract
Scheda scritta dalla redazione il 09/10/2026. È una sintesi originale, non una traduzione: per il testo completo vale solo il link qui sopra.